Classici in Sospeso

Alla Giornata, di Silvio D’Arzo

All’improvviso dai sentieri dei pascoli, ma ancora molto lontano, arrivò l’abbaiare di un cane. Tutti alzammo la testa. E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo. Chini attorno al saccone di foglie, al lume della candela, c’eravamo io, e i tre soldati, e qualcosa come sei o sette donne e anche più. E più in là, nell’ombra, ce n’era anche qualche altra, e il maresciallo e il ragazzo: e tutti quanti con gli occhi fissi sul sacco.

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Il Ladro Dottore, di Vitaliano Brancati

Il ladro Dottore, in una località del centro della Sicilia, ha sparato con un cannone sui carabinieri.

Non si comprende come questo ladro abbia potuto nascondere un cannone agli occhi della polizia; ma io credo che in molte case di campagna, coperto di sacchi e abiti smessi, occultato da arazzi davanti ai quali vengono accesi i lumini nelle sacre ricorrenze, ci sia nascosto uno dei piccoli cannoni abbandonati dai tedeschi nella loro ritirata. Ho assistito in campagna a conversazioni fra brava gente nel corso delle quali un bambino veniva cacciato via a pedate come sciocco e impertinente per avere cominciato un discorso con le parole: «Il cannone nostro, papà…».

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La Fede, di Luigi Pirandello

E don Angelino, già parato, col calice in mano, si fermò un istante, incerto e oppresso d’angoscia, su la soglia della sagrestia a guardare nella chiesetta deserta; se gli conveniva, così senza fede, salire all’altare. Ma vide davanti a quell’altare prosternata con la fronte a terra la vecchia, e si sentì come da un respiro non suo sollevare tutto il petto, e fendere la schiena da un brivido nuovo. O perché se l’era immaginata bella e radiosa come un sole, finora, la fede? Eccola lì, eccola lì, nella miseria di quel dolore inginocchiato, nella squallida angustia di quella paura prosternata, la fede!

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Morella, di Edgar Allan Poe

E allora, durante intere ore, io mi sedevo, fantastico sognatore, al suo fianco, immergendomi nella musica della sua voce, fino a che questa melodia, a lungo andare, si imbevesse di terrore; e un’ombra si stendeva sulla mia anima, ed io divenivo pallido, e tremavo internamente a quei sogni extraterrestri.

E così la gioia si mutava repentinamente nell’orrore, e l’ideale del bello diveniva l’ideale dell’orrido, come la valle d’Hinnom è poi divenuta la Gehenna.

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Savannah-La-Mar, di Thomas de Quincey

Dio colpì Savannah-La-Mar, e, in una sola notte di terremoto, la portò, con tutte le sue torri intatte e i suoi abitanti immersi nel sonno, dalle solide fondamenta della riva al fondo corallino dell’oceano. E Dio disse: «Sotterrai Pompei e la nascosi agli uomini per diciassette secoli: sotterrerò questa città, ma non la nasconderò. Essa sarà per gli uomini un monumento della mia ira misteriosa, incastonato in luce azzurra per tutte le generazioni a venire; poiché la racchiuderò nella cupola di cristallo dei miei mari tropicali.»

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Ancora Magie, di Grazia Daledda

Una sera di novembre, all’imbrunire, me ne stavo seduto al di fuori della nostra casetta, sul carro di un vicino, e guardavo in fondo alla via. Siccome faceva freddo nessuno si degnava di tenermi compagnia, e anch’io, certo se non fossi stato spinto da un forte motivo, non sarei rimasto là. Vedevo i monti, già coperti di neve, tutti velati di nebbia, sentivo giù dal cielo fosco stillare un’umidità gelata che trapassava il mio cappotto, e il vento freddo m’imporporava il naso, eppure non mi muovevo. Il campanile nero di San Giuliano, facendo di tanto in tanto capolino fra la nebbia e le tinte fosche dell’imbrunire, mi avvertiva esser l’ora di recarmi a sonar l’ave, eppure io restavo là duro, stecchito, immemore del mio dovere.

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Come fu Composto un Canto, di Maksim Gorkij

Nel cielo grave di vapori, rossastro, come sospeso ai suoi raggi d’oro il sole s’avvicinava al tramonto. Il sommesso chiacchierar delle donne, il rintoccare delle campane, il gracidio delle rane, erano gli unici suoni che in quel momento turbassero il silenzio della città. Quei suoni parevano rasentare la terra come fanno le rondini quando sta per piovere. Ma sopra e intorno ad essi, tutto era quiete: un silenzio che, come la morte, afferrava e stringeva ogni cosa.

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